La scelta di utilizzare razze nere italiane,
la determinazione di allevarle in modo brado ed estensivo,
la passione di farlo in bio.

Cosa si intende per allevamento brado

La scelta del consumatore di acquistare alimenti naturali con un forte legame al territorio è motivata da una maggiore attenzione alla sicurezza dei prodotti e al  concetto di eticità e sostenibilità di tutta la catena di produzione.

In particolare l’attenzione riservata  al benessere degli animali da parte degli allevatori biologici è una delle ragioni che caratterizzano la scelta tra acquistare  BIO o NON BIO.

La nostra scelta di definire una strategia comune di  collaborazione solo con allevatori che avessero fatto la scelta di allevare biologicamente allo stato brado in modo estensivo, ha lo scopo di voler produrre e promuovere un prodotto biologico senza nessuna ombra!!

Gli animali sono esseri senzienti che provano gioia e dolore. A causa della nostra ricerca sfrenata di proteine animali a buon mercato, miliardi di animali sono ammassati in edifici e in ambienti impoveriti, dove diventano particolarmente vulnerabili alle malattie, hanno possibilità scarse o nulle di muoversi ed esprimere i loro comportamenti naturali e i loro limiti fisiologici sono spesso spinti all’estremo, in nome di rendimenti sempre più elevati a prezzi sempre più bassi.

Negli allevamenti con i quali collaboriamo gli animali possano condurre una vita degna di essere considerata tale nel rispetto delle caratteriste etologiche proprie della specie,  possano cioè vivere in branco e poter scavare, rufolare e correre, questo il segreto per avere animali sani, che crescono con lentezza in un ambiente non segregato.

Gli animali al momento della macellazione non sono  grassi ma muscolosi, hanno normalmente più di 14 mesi di età e le loro carni sono rosso scure, mature… perfette sia per la produzione di carne fresca che di salumi ed eccellenti anche dal punto di vista ambientale.

Esiste un legame tra benessere animale
e valore nutrizionale dei prodotti?

Abbiamo studiato i risultati di oltre 200 indagini sul rapporto tra il benessere animale e la qualità nutrizionale dei prodotti di origine animale; abbiamo anche analizzato in dettaglio i dati i provenienti dai 76 studi più approfonditi sull’argomento.

I risultati sono davvero convincenti!

  • La carne, i prodotti lattiero-caseari e le uova prodotti da allevamenti che rispettano maggiormente il benessere animale contengono spesso livelli più elevati di principi nutritivi essenziali e meno materia grassa, rispetto a quelli prodotti dagli allevamenti intensivi.
    Maggiore benessere animale = meno grassi.
    Questo significa che, scegliendo prodotti animali provenienti da allevamenti rispettosi del benessere animale, i consumatori possono ridurre considerevolmente l’apporto di materia grassa della loro dieta, in particolare per quanto riguarda la presenza di grassi saturi.
  • La relazione tra rispetto del benessere animale e migliori proprietà nutrizionali, inoltre, diventa particolarmente significativa se si osserva la presenza di acidi grassi omega-3 nei prodotti derivati. Dall’analisi risulta, infatti, che:
    Maggiore benessere animale = più omega-3 I prodotti provenienti da allevamenti rispettosi del benessere animale, rispetto a quelli provenienti da allevamenti intensivi, contengono sempre una percentuale più elevata di omega-3 nelle loro parti grasse. Osservando i numeri più da vicino, la differenza risulta eclatante:
    Carne di Maiale = fino al 290% di omega-3 in più nella carne di suini cresciuti in allevamenti rispettosi del benessere animale rispetto a quella proveniente da allevamenti intensivi
  • Un altro aspetto importante da sottolineare è che i prodotti provenienti da allevamenti più rispettosi del benessere animale contengono livelli maggiori di antiossidanti rispetto ai prodotti provenienti dagli allevamenti intensivi:
    Maggiore benessere animale = più antiossidanti. Gli antiossidanti sono molecole essenziali per la nostra salute perché contribuiscono a rallentare l’invecchiamento delle cellule e a prevenire alcune malattie, tra cui, ad esempio, il cancro.
    Maiale da allevamento all’aperto = fino al 200% di vitamina E in più nella carne di suini cresciuti in allevamenti rispettosi del benessere animale rispetto a quella proveniente da allevamenti intensivi
  • Una vita migliore = un prodotto migliore

Razze ed età

  • Per i nostri salumi adoperiamo incroci tra razze autoctone italiane perché crediamo che il nostro patrimonio genetico zootecnico sia di eccezionale valore e che solo attraverso l’uso di animali con caratteristiche di eccellenza si possa produrre carne e salumi di altissima qualità senza l’ausilio della chimica in nessun momento del ciclo produttivo.
  • I suini neri sono esenti da malattie epiteliali, generate da lunga esposizione al sole rispetto alle razze moderne depigmentate.
  • Le razze autoctone di suini scuri ufficialmente riconosciute in Italia sono 6, con una settima in attesa di approvazione. Per ciascuna di queste esiste un registro, da cui sono esclusi gli esemplari che non rispettano le caratteristiche della razza. Le razze sono: Cinta senese, Nero casertano, Mora romagnola, Nero di Calabria, Nero dei Nebrodi e la Nera di Parma che è ancora in via di selezione essendone rimasti solo pochi capi non puri.
  • Tutti i suini neri italiani sono adatti all’allevamento all’aperto e vivono ottimamente allo stato brado, nutrendosi solo delle ghiande, delle radici e degli arbusti che riescono a procurarsi nei terreni boscosi con un’integrazione a base di granaglie.
  • I suini neri non sono di norma macellati prima di aver raggiunto almeno 14 mesi di età, sono tutte razze ad accrescimento lento, con indici di conversione medio bassi e con una spiccata frugalità.
  • Alcuni esempi di incroci da noi utilizzati sono il risultato di vari incroci tra ben 4 razze italiane: calabrese, cinta senese, casertana e siciliana.

L’alimentazione

– È costituita in maniera prioritaria dal pascolo integrata con granaglie grezze  aziendali.
– È 100% aziendale e questo garantisce una sicurezza e una tracciabilità  uniche!!

L’alimentazione rustica dei suini  garantisce carni gustose e marezzate, cioè con sottili venature di grasso che ammorbidiscono e donano sapore ai tessuti.
Inoltre il movimento dovuto all’allevamento brado fa sì che le carni non soffrano di ritenzione idrica e questo dal punto di vista culinario,  vuol dire che sono compatte e particolarmente adatte alla cottura, visto che non rischiano di disperdere liquidi e di ritirarsi;

Infine il vivere all’aperto e il pascolamento sommato alle caratteristiche proprie delle razze di suino nero portano ad avere carni ricche di omega 3 e omega6 come dimostrato da molte ricerche scientifiche.

PERCHE’ IL BIO

Una recente pubblicazione ha indicato per la prima volta su basi scientifiche che esistono differenze di valore nutrizionale tra carne convenzionale e carne biologica!!!!

Vediamo quali sono e perché sono così importanti:

NESSUN ORMONE

Nella carne biologica non vi possono essere tracce di ormoni o di antibiotici o di prodotti promotori della crescita,perché proibito dal regolamento comunitario.

Gli animali vivono sfruttando il pascolo come risorsa e all’aria aperta questo previene forme di anemia tipiche degli allevamenti chiusi in cui gli animali vivono segregati dalla nascita alla morte.

Dal punto di vista chimico fisico si riscontra una superiorità netta alcuni nutrienti in particolare, gli Autori hanno potuto effettuare una robusta analisi statistica relativa al contenuto di grassi nelle due tipologie di carni (convenzionale e biologica) ed è dimostrato che la carne biologica ha un maggiore contenuto di grassi polinsaturi rispetto alla carne convenzionale. Osservando separatamente i diversi tipi di carne è stato possibile verificare che queste differenze generali appaiono particolarmente accentuate considerando la carne di pollo e la carne suina.

AZIONE ANTI COLESTEROLO

Gli acidi grassi monoinsaturi e polinsaturi della serie omega-3 e omega-6 sono presenti misura nettamente superiore nella carne dei suini neri allevati all’aria aperta e biologici questi hanno all’importante azione competitoria rispetto al colesterolo “cattivo”… si può giusto concludere citando la ricercatrice  che il “suino nero è l’olio d’oliva a quattro zampe”

Altre ricerche hanno calcolato che, sulla base del consumo medio di carne in Europa, la sostituzione della carne convenzionale con carne biologica potrebbe determinare un aumento del 17% dell’introduzione di acidi grassi polinsaturi

L’efficacia preventiva di questi acidi grassi verso diverse malattie è oggi riconosciuta, al punto tale che esistono in commercio alimenti arricchiti con omega-3.

MINERALI E SOSTANZE ``BIOATTIVE``

Nella ricerca è stata anche verificata la tendenza ad un maggiore contenuto di minerali nella carne biologica.

Attualmente si stanno svolgendo ricerche  per stabilire le differenze tra carne convenzionale e biologica anche riguardo ad alcune sostanze, definite “bioattive”, che pur non essendo nutrienti sembrano avere effetti positivi sulla salute dell’uomo. Tra esse, ad esempio, l’acido linoleico coniugato, la carnitina e la carnosina.

Le differenze tra carne biologica e carne convenzionale è stata spiegata sottolineando le 2 caratteristiche di maggiore diversità
1) l’alimentazione
2) diverso modo di allevare gli animali (in free-range)

L’allevamento intensivo è una pratica che non può durare: sfrutta in modo implacabile gli animali, i terreni, l’energia e l’acqua. Per aumentare il benessere animale e ridurre inquinamento e rifiuti, è necessaria e urgente una conversione a forme di allevamento più rispettoso degli animali e dell’ambiente.